Gala, di Dominique Bona

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Gala, di Dominique Bona

Messaggio  potris il Ven Mar 12, 2010 2:37 pm

ciao! avete letto Gala, di Dominique Bona? ho visto in rete che c'Ŕ di sicuro in francese, inglese e spagnolo. Sapete se Ŕ stato tradotto in italiano?
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Re: Gala, di Dominique Bona

Messaggio  LucaMenes il Ven Mar 26, 2010 8:11 pm

Ovviamente in Italiano non c'Ŕ, sai che bellezza a New York entrare nelle librerie e trovare decine di libri su Dalý? Qui gli danno molta meno importanza, per˛ abbiamo qualche possibilitÓ quando arriverÓ la mostra a Palazzo Reale di Milano, magari in quell'occasione per vendere qualcosa in pi¨ tradurranno qualche libro. La Fondazione collaborerÓ quindi magari riesce a fornire libri nuovi, SPERIAMO!

Intanto riporto un'articolo del Corriere della sera che parla del libro che hai segnalato:


PERSONAGGI Aveva stregato Eluard e Max Ernst; poi arrivo' Dali. In un libro i segreti della dea del Surrealismo
Gala, la musa inquietante
" Era una pura forza sessuale " : Andre' Breton la detestava e la temeva. Per Salvador fu compagna, ispiratrice e dominatrice. Quando mori' , lui fece imbalsamare il suo corpo

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ PERSONAGGI Aveva stregato Eluard e Max Ernst; poi arrivo' Dali. In un libro i segreti della dea del Surrealismo TITOLO: Gala, la musa inquietante "Era una pura forza sessuale": Andre' Breton la detestava e la temeva Per Salvador fu compagna, ispiratrice e dominatrice Quando mori' , lui fece imbalsamare il suo corpo - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - "GPARIGI ala" era una donna russa e ardeva d' amore. Paul Eluard, Max Ernst e Salvador Dali ne rimasero bruciati. Non riuscirono mai a dimenticarla. Dali le sopravvisse sei anni, ma era solo un orrido fantasma dell' uomo cantato da Federico Garcia Lorca. Per "Gala" l' amore era un dono totale. Paul Eluard, un giorno, le scrisse: "Ho sognato d' essere disteso su un letto accanto a un uomo che non sono sicuro d' identificare. Gli giravo le spalle. E tu sei venuta ad allungarti accanto a me. Mi baciavi sulle labbra e io ti carezzavo quei tuoi seni fluidi e vivi sotto il vestito. A un tratto, dolcemente, la tua mano e' passata sopra di me ed e' andata a cercare il sesso dell' altro personaggio". Era il 1928. I giorni del "me' nage a' trois" con Max Ernst. Quando il poeta e il pittore sembravano sul punto di abbandonarsi a un rapporto omosessuale e si cercavano attraverso "Gala". Forse nei nostri tempi mediocri di "personaggi clonati" non esistono piu' figure femminili come Elena Dimitrievna Diakonova che sposo' Eluard nel 1917, dopo averlo conosciuto, anni prima, in un sanatorio di Davos. Sulla montagna incantata si erano amati in mille modi, ma lei non gli aveva concesso la sua verginita' . Non esistono piu' donne come "Gala" solo perche' non esistono piu' uomini come Eluard, Ernst e Dali? Ci sono state altre "Egerie russe", per esempio Elsa Triolet, donna di Aragon, e Maria Pavlovna, donna di Rolland. Ma "Gala" non aveva impulsi politici, non s' era lasciata sedurre dal bolscevismo, anzi lo odiava. "Faceva dell' amore un sacerdozio", mi dice Dominique Bona che ne ha scritto la biografia pubblicata da Flammarion con il titolo Gala. Era una pura forza d' amore, soprattutto sessualmente. Un' amante eccezionale, ma anche una specie di madre. "Era riuscita . dice Dominique Bona . a farsi conoscere nel mondo intero stando al fianco di artisti celebri come Eluard e Dali. Rappresentava una sorta di Teresa d' Avila per il suo fervore. Nel periodo surrealista Eluard scrisse le sue prime poesie quando aveva Gala al suo fianco. Le dedico' lettere sublimi e continuo' ad amarla anche dopo la separazione. Certo, era una donna temibile. Chiedeva molto ai suoi uomini: di affascinarla, di farla sognare, di superare se stessi". Andre' Breton la detestava: "Abbandonate vostra moglie. Abbandonate la vostra amante, seminate i vostri figli in un angolo di bosco, andate sulle strade...", aveva scritto su "Litte' rature". Louis Aragon compiangeva Eluard, quel povero Paul che doveva dividere "Gala" con Max. Il pittore tedesco aveva scatenato un uragano psicologico sulla coppia. Vivevano nella stessa casa in una Parigi impaurita dal surrealismo. C' era un che di puritano in quegli uomini che volevano sconvolgere il mondo. Tristan Tzara puntava uno sguardo severo su "Gala" che passava dalle braccia di Paul a quelle di Max: li divorava entrambi. Dominique Bona dice: "In un libro, che contiene anche liriche di Eluard, i disegni di Ernst raffigurano Gala con un volto da strega, spigoloso, grandi occhi a mandorla che fanno rabbrividire. C' e' paura nei versi di Eluard e nei disegni di Ernst. L' amicizia tra i due uomini e' profonda, ma ambigua. Non dico che Eluard fosse omosessuale, era un uomo che apparentemente amava le donne. Tuttavia aveva questa tendenza a condividere le sue amanti. Comincio' con Gala e continuo' con le altre. E' un modo di andare a letto con un uomo servendosi del corpo di donna". E "Gala" aveva un bel corpo, molto proporzionato. Solo gli occhi erano duri e quelle labbra sottili avevano qualcosa di autoritario. Un giorno, Max Ernst usci' di scena e "Gala" torno' interamente a Paul Eluard. Ma nel 1929 comparve Salvador Dali, di cui Federico Garcia Lorca cantava la bellezza quasi selvaggia: "Oh, Salvador, dalla voce olivastra...". Si sostiene che Federico non fosse riuscito a imporre un amore omosessuale a Salvador. "Il fatto certo . dice Dominique Bona . e' che Gala, incontrando il giovane pittore spagnolo, trovo' la sua strada. Si dedico' interamente a lui, dimenticando la figlia, Ce' cile, che aveva avuto da Eluard, abbandonato brutalmente. Del resto, Ce' cile non era mai esistita per lei, anche sul letto di morte, nel 1982, non volle vederla. E Ce' cile, che e' ancora viva, non vuole parlare di sua madre, come se ne odiasse anche la memoria. Io amo e rispetto Gala. Diceva di se stessa: "Il segreto dei miei segreti e' che non li rivelo". E' famosa, grazie a Eluard e Dali che ha reso famosi grazie alla sua presenza, al suo fluido, alla sua tenacia. Ma resta in disparte, sullo sfondo di tanta celebrita' . Antipatica e a volte aggressiva. Non e' una musa. Incarna il mistero della femminilita' ". Salvador Dali doveva la sua furia creatrice a "Gala". Cosi' descrisse il primo bacio: "Di un sol colpo tutti i miei Parsifal erotici si risvegliarono. I nostri denti si urtarono e le nostre lingue si allacciarono, non era che l' inizio di una fame che ci spingeva a mordere e a divorarci fino in fondo". Parlava di una donna che cominciava a invecchiare. "Gala" era nata nel 1894. Poi vennero anni turbinosi, tra New York, Parigi e la casa di Cadaque' s. Anni di fama e di ricchezza. Dali dipingeva "Gala" che rappresentava, ai suoi occhi, l' istinto della vita e l' equilibrio del mondo. "Mi ha sottomesso", diceva di sua moglie. Come ai tempi del surrealismo, tutto si svolgeva sotto lo sguardo di personaggi straordinari: Luis Bunuel, Anais Nin, Man Ray, Peggy Guggenheim, Chagall... Venne il dopoguerra, vennero gli hippies di Joan Baez. In Spagna Dali era un fedele di Franco e ogni volta che il dittatore faceva fucilare un "ribelle", lui applaudiva. E nel suo intimo anche "Gala" applaudiva. "Eluard e Dali . scrive ancora Dominique Bona . avevano un solo punto in comune: la fragilita' . Per lavorare avevano bisogno di un essere forte accanto a loro. E questo essere era Gala. Dali era pieno di angosce, ma attraverso Gala, diceva, comunicava con il grido della vita. E com' era accaduto nel caso di Eluard, nessuno amava Gala e tutti amavano Salvador che era ancora vergine quando la conobbe. Un giorno, i sensi si spensero. Dali disse che Gala era l' unica donna della sua vita, la sola con la quale aveva avuto un rapporto sessuale. Lui si definiva un "voyeur", trovava piacere nella masturbazione. Gala, che era molto sensuale, cerco' avventure altrove, pagava i giovani perche' ormai il tempo l' aveva come decomposta. Si sottoponeva alla chirurgia plastica, ai lifting e, nei giorni prima della morte, sarebbero apparse sulla sua pelle fessure spaventose. Come una dea madre, lei vegliava sempre su Dali, anche se lo aveva affidato alla giovane cantante Amanda Lear dal corpo, diceva, mascolino. Finche' ha potuto, Gala si e' concessa lunghi viaggi. Andava spesso in Italia in modo misterioso e non abbandonava mai le sue due piccole valigie: una piena di medicinali, l' altra piena di dollari. Aveva paura della miseria come della rivoluzione. E forse per questo fu complice della diffusione di tanti fogli che portavano la firma di Dali' e su cui dei falsificatori imitavano il tocco geniale del maestro di Cadaque' s". "Gala" mori' a ottantotto anni. Fu una lenta agonia. Lei era lucida, fissava il blu del mare di capo Creus e ascoltava Salvador che poi, di notte, la vegliava terrorizzato. Si spense con un breve lamento. Dali fece avvolgere il corpo nudo in un lenzuolo che fu deposto sulla famosa Cadillac dei viaggi di "Gala". L' autista raggiunse il castello di Pubol che il pittore aveva donato alla moglie. Dali ordino' che quel corpo amato e tante volte dipinto fosse imbalsamato e deposto nella cripta del castello. Lui, nel 1989, non la raggiunse, fu sepolto altrove.

Munzi Ulderico


Pagina 29
(3 aprile 1995) - Corriere della Sera
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