Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

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Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Freyja91 il Dom Giu 20, 2010 8:57 pm

La Repubblica - Sabato, 21 gennaio 1989 - pagina 16
di CARLOS ELORDI
E' difficile che superi la crisi. Ha richiesto che non gli si prolunghi artificialmente la vita
SALVADOR DALI' LOTTA CON LA MORTE

BARCELLONA Non gli si prolungherà artificialmente la vita perché è quello che ha chiesto, ha dichiarato ufficialmente il medico personale di Salvador Dalì alle porte della camera dell' ospedale di Figueras, in Catalogna, dove il pittore lotta con la morte. Le sue possibilità di sopravvivenza sono state definite scarse. Ricoverato d' urgenza nella notte di mercoledì a seguito di una grave insufficienza coronarica Dalì si è subito aggravato con una polmonite. Nelle ultime ore della sera di venerdì il direttore dell' ospedale di Figueras, una bella cittadina catalana confinante con la Francia, annunciava ai giornalisti che il pittore, 84 anni, riusciva a stento a superare i propri problemi respiratori ma sopportava il forte trattamento farmacologico. Queste notizie, attentamente seguite da cinquanta giornalisti che seguono la drammatica vicenda alle porte dell' ospedale, hanno dato qualche speranza alla famiglia e agli amici più vicini: il segretario, Antoni Pitxot, anche lui pittore, l' avvocato Miguel Domenech e Robert Descharnes, tutti e tre coinvolti qualche anno fa in un' oscura polemica giornalistica che li accusava di iniziative abusive nei confronti degli interessi economici del pittore. E' arrivata anche la sorella Annamaria, con la quale Dalì non ha rapporti da anni nonostante tutti e due abitino nella stessa cittadina di Cadaqués, a pochi chilometri da Figueras, nella bellissima Costa Brava catalana. Il pittore, ricoverato più volte nello stesso ospedale durante l' ultimo anno, conserva piena coscienza. Anche per questo quanto gli sta succedendo è un' enorme tragedia: lui si rende conto di tutto, dicono i medici. Ha chiesto della carta e matite di color dorato per dipingere: sarebbe la prima volta che lo fa dal 1985. Aveva smesso di dipingere nel 1983, subito dopo la morte della moglie, la russa Gala, musa e senso della mia vita, ex moglie di Paul Eluard. Dalì ha anche chiesto alcune cassette dell' orchestra del ristorante parigino Maxim' s, registrate pochi mesi fa, proprio per ricordare, così ha detto, i momenti lì passati con Gala, la persona più importante della mia vita e la cui morte nel 1983 provocò il declino fisico e spirituale del pittore catalano. Non l' ho mai visto così male ha detto il sindaco di Figueras, membro della Fondazione Gala-Dalì che gestisce un importante patrimonio artistico donato dal pittore in nessuna delle tre crisi avute negli ultimi mesi. Questa volta la fine sembra inevitabile. Il re Juan Carlos ha telefonato più volte in ospedale per informarsi sullo stato di salute del pittore. Il ministro della Cultura, Jorge Semprun, segue da vicino la drammatica vicenda. Il governo regionale della Catalogna, presieduto dal nazionalista Jordi Pujol, prepara i funerali che saranno una sorta di cerimonia nazionale di omaggio al più grande pittore catalano. Dalì infatti, pur ammirando il dittatore Franco, ha sempre sottolineato il suo catalanismo e ha sempre indossato, perfino adesso in ospedale, la barretina, il berretto tipico della regione, una specie di simbolo che vorrebbe dimostrare la diversità dei catalani dagli spagnoli. In attesa di notizie i mercanti internazionali d' arte hanno ritirato tutte le opere di Dalì. E' sicuro infatti che dopo la sua morte le quotazioni dei quadri saliranno nel giro di poche ore. Ma il vecchio pittore si sforza, come ha fatto in altre tre drammatiche occasioni negli ultimi mesi, di superare la crisi.

la Repubblica - Domenica, 22 gennaio 1989 - pagina 15
Il bollettino medico parla di "stato preagonico"
SALVADOR DALI' MORENTE RICORDA L' AMORE DI GALA

Secondo i sanitari dell' ospedale catalano, dove il pittore è ricoverato, le condizioni sono gravissime. Per sua volontà non verrà tenuto in vita con metodi artificiali. La camera ardente sarà allestita nella Torre Galatea

BARCELLONA Salvador Dalì sta per morire. Il bolletino medico diffuso dai sanitari dell' ospedale di Figueras, la cittadina catalana ai confini della Francia dove l' artista risiede, parla di stato preagonico. I suoi collaboratori hanno anche anticipato che la camera ardente sarà allestita nella Torre Galatea, la grande casa-museo dove il pittore vive, e che i funerali invece si terranno nella parrocchia dove Salvador Dalì è stato battezzato. Il grande vecchio del surrealismo spagnolo era stato ricoverato d' urgenza mercoledì scorso per un problema di insufficenza coronarica, ma quasi subito le sue condizioni si erano aggravate per l' insorgere di una polmonite. Sarà sepolto a Figueras Nella tarda mattinata di ieri comunque, un portavoce dell' ospedale di Figueras, ha raccontato che il pittore, dopo una notte tranquilla si è svegliato e ha voluto ascoltare musica classica. Sembra comunque che Dalì non riuscirà a superare quest' ulteriore crisi, e la sua vita, come più volte l' artista ha chiesto, non verrà prolungata con metodi artificiali. E proprio ieri la radio spagnola ha confermato che il pittore ha annuniciato la sua volontà di essere sepolto nel museo teatro da lui costruito a Figueras, una costruzione sormontata da un gigantesco uovo che è diventata negli anni un specie di monumento al surrealismo. A Figueras è arrivata anche, nei giorni scorsi la sorella di Dalì, Annamaria, con la quale però il pittore è in freddo da anni, insieme agli amici più vicini, il segretario Antoni Pixtot, l' avvocato Miguel Domenech, e Robert Descharnes. La lunga agonia di Salvador Dalì è però comiciata sei anni fa, subito dopo la scomparsa di Gala, musa e modella, già moglie di Paul Eluard, e poi compagna della sua vita e delle sue alterne fortune fino alla morte avvenuta nel 1982. La sua pittura infatti è stata fin dagli esordi la sintesi di più culture e più stili, ora nobili ora profani, dagli influssi surrealisti ereditati dalla frequentazione parigina di Picasso, Mirò, Breton, alle suggestioni della psicoanalisi freudiana, ai clamorosi falsi. Una rete di intrighi, business e commerci misteriosi che hanno continuato a proliferare anche attorno al suo capezzale, mentre nella cittadina di Figueras, marchio locale, si vendono deodoranti Dalì, borse Dalì, profumi Dalì. E dall' Italia giunge l' ultima rivelazione di un pittore che afferma di essere il figlio dell' artista catalano, mentre non si placano le polemiche e i sospetti su tutta quella corte di segretari della Fondazione Gala Dalì, che, da quando è morta Gala, vegliano sull' isolamento del pittore. Un succedersi di scandali, legati sopratutto al commercio di falsi, una ridda di voci, dalla quale il pittore aveva deciso di dissociarsi. E da tre anni Dalì si rifiutava di mangiare, si era ridotto ad una dimensione di semi vegetale, veniva nutrito artificialmente ed aveva bisogno di assistenza per tutte le esigenze fisiologiche. Anche negli ultimi giorni, secondo le testimonianze dei medici dell' ospedale di Figueras e di chi gli è più vicino, è il ricordo di Gala quello che ricorre maggiormente nell' agonia dell' artista. Il ricordo della moglie Proprio per rivivire alcune sensazioni legate alla sua figura, Dalì ha chiesto che gli venissero portate in clinica alcune cassette dell' orchestra che suona nel ristorante parigino Maxim' s, meta di antichi convivi con Gala. Gli scandali e le polemiche non hanno però spento in tutta la Catalogna l' interesse per un uomo considerato quasi un eroe nazionale, che ha sempre sottolineato la sua apparteneza alla regione, anche negli anni della dittatura franchista. Lo stesso re Juan Carlos ha più volte telefonato in ospedale per informarsi sulle condizioni dell' artista.

la Repubblica - Mercoledì, 25 gennaio 1989 - pagina 21
di CARLOS ELORDI
Il popolo spagnolo rende omaggio al grande artista scomparso. Questa sera i funerali a Figueras, in Catalogna
LE ULTIME PAROLE DI SALVADOR DALI' "TUTTE LE MIE OPERE ALLO STATO"

MADRID La Spagna ufficiale ma anche il popolo più modesto rimpiangono Dalì. Migliaia di persone sfilano davanti al corpo del grande artista, esposto nel salone principale di Torre Galatea, la sua residenza degli ultimi anni a Figueras, in Catalogna. Omaggi e condoglianze arrivano da tutte le parti del mondo mentre si preparano i solenni funerali che questa sera convocheranno tutta la Catalogna ufficiale ed alti esponenti della politica spagnola: Jorge Semprùn sarà il rappresentante ufficiale del governo. Sul contenuto del testamento si conferma quanto era stato annunciato dal pittore: tutto il suo patrimonio passerà nelle mani dello Stato spagnolo e degli istituti regionali della Catalogna. Una rosa rossa e la bandiera catalana La salma di Dalì riposa su un letto di bianche lenzuola. Ai suoi piedi c' è solo una rosa rossa avvolta con una fascia con i colori della bandiera catalana. Fanno guardia attorno membri della polizia municipale di Figueras la sua città natale, Torre Galatea sorge a pochi metri dalla chiesa dove nel 1904 fu battezzato e della polizia regionale della Catalogna, un istituto emblematico dell' autonomia politica raggiunta da una regione che si sente nazione. Il sindaco di Figueras, la città che accoglie il Museo Dalì nel quale sono esposte quasi 800 opere del pittore e che è il secondo museo più visitato della Spagna, dopo il Prado di Madrid è il depositario delle condoglianze che arrivano da tutto il mondo. Vogliamo farvi arrivare il nostro profondo dolore per la morte di un catalano, di uno spagnolo universale dice il telegramma del re . Eravamo a lui uniti da legami di amicizia personale. Dalì che anni fa si dichiarò monarchico, apostolico, romano, aveva dipinto alla fine dei Settanta un bel ritratto di Juan Carlos: una finestra si apriva nel suo petto e al suo interno si potevano leggere alcuni capoversi della Costituzione democratica. Un profondo dolore è stato il sentimento espresso da Felipe Gonzalez per la morte del pittore. Jorge Semprùn, il ministro della Cultura, attivissimo intellettuale nell' esilio parigino, tempo fa durissimo critico delle scelte politiche, in chiave franchista, di Dalì, ha dichiarato: Fu un catalano legato alla sua terra, uno spagnolo appassionato e soprattutto un artista cosciente del suo valore simbolico e provocatorio in mezzo alle tendenze omogeneizzatrici della nostra era. Anche i giornali, i quotidiani di tutte le tendenze, rendono omaggio a Dalì. L' editoriale di El Pais dice: Mai un artista spagnolo fu così splendido con il suo paese in vita, nessuno lo superò nella sua generosità dopo la morte. Perché, come si diceva, ieri stesso l' avvocato del pittore, Miguel Domenech, ha confermato quanto era stato annunciato da Dalì a parecchie riprese: tutto il suo patrimonio, composto principalmente da pittura ed opera grafica, sarà consegnato, metà a ciascuno, sia allo Stato spagnolo che agli istituti rappresentativi della regione catalana. Il testamento sarà letto entro venti giorni. Anche il castello di Pubol, a pochi chilometri da Figueras, e la casa-atelier di Port Lligat, nella Costa Brava che da ieri la polizia sorveglia intensamente per evitare furti passeranno allo Stato. Ma la famiglia non riceverà nulla La famiglia del pittore non riceverà una lira: la sorella Anna Maria, modello di Dalì durante tutta la sua prima tappa spagnola vive ancora ma non vedeva il pittore da anni; la cugina Montserrat non è riuscita a visitarlo nei suoi ultimi giorni di agonia. Il pittore sarà sepolto mercoledì sera sotto la cupola geodesica del museo di Figueras: vestito con una tuta bianca, con una D dorata ricamata sul petto, la sua salma da ora in poi sarà parte integrante di un museo che esprime lo stile, il genio del pittore surrealista. Creato nel 1980 con soldi ed opere donate da Dalì, il museo di Figueras che era il teatro municipale semidistrutto dalle bombe durante la guerra civile (dato che tutto o quanto mi circonda è teatrale, questa è ovviamente la migliore scelta) è indubbiamente la miglior sepoltura possibile per una personalità come quella di Dalì. Accanto ad una sedia con gambe umane, la vasca da bagno del bordello frequentato dal re Edoardo VII o ad un taxi all' interno del quale piove introducendo una moneta di 5 peseta. Circondato da molti dei suoi migliori quadri (Galarina, Il grande masturbatore, o Autoritratto molle con beacon arrosto), ed altre opere grafiche, in tutto più di 800 oggetti da lui regalati alla sua città.

la Repubblica - Giovedì, 26 gennaio 1989 - pagina 22
di CARLOS ELORDI
La tomba è al centro del suo museo: ma il pittore non voleva restare vicino alla donna che amò, al castello di Pubol?
L' ADDIO A DALI' , LONTANO DA GALA

Funerale a Figueras tra polemiche e tensioni

FIGUERAS Circondato dai suoi quadri, nel centro della sala principale del museo, sotto la lastra di pietra bianca di Figueras, Salvador Dalì è stato sepolto nella sua cittadina natale, in Catalogna, a pochi metri dalla Francia. La giornata era splendida, il bellissimo cielo dei Pirenei dominava la cupola geodesica sotto il cui centro geometrico, che riceve tutta la luce del giorno, si è costruita la tomba del pittore. Ma la bella cerimonia, semplice ma solenne, non ha appagato le polemiche e le tensioni nate all' interno dell' entourage del pittore negli ultimi giorni. La salma di Dalì, esposta a Torre Galatea la residenza del pittore negli ultimi anni è stata visitata da più di venti mila persone durante il mercoledì e la mattina di giovedì. Dapprima era stato imbalsamato dagli specialisti che erano riusciti a dare al volto un' espressione che ricordava proprio quella che aveva sei o sette anni fa, prima della morte di Gala, cioè prima dell' inizio del suo declino psichico e fisico. Vestito con una tunica bianca sulla quale le monache di un vicino convento hanno ricamato la corona del marchesato di Pubol, la cittadina dove sorge il suo castello, e una grande D dorata aveva un' aria tranquilla e i sottili baffi a punta, come nelle migliori epoche. Decine di fotografi hanno lavorato ore e ore nel salotto fortemente illuminato. Ma Dalì non voleva che il suo corpo fosse esposto dopo morto, ha assicurato il suo autista e maggiordomo da quasi quarant' anni, Arturo Caminada che si lamentava di come la triste occasione si sia trasformata in uno show a vantaggio di non si sa bene chi. Nel primo pomeriggio la bara di pino rosso con un grande crocefisso inchiodato sopra è stata portata alla chiesa di San Pere (San Pietro in catalano), una grande costruzione gotica adiacente a una cappella romanica, e nella quale il pittore fu battezzato 84 anni fa. Il trasloco è stato fatto dai primi quattro impiegati del museo Dalì di Figueras, ormai in pensione, che portavano una divisa quasi militare in colori blu e rosso, disegnata dal pittore. I quattro anziani riuscivano a stento a trasportare la leggera bara lungo i cento metri scarsi che separano Torre Galatea dalla chiesa. Al suo interno e in prima fila aspettavano le autorità politiche e rappresentative convocate per l' avvenimento. Il presidente della Generalitat di Catalogna, il governo regionale, il nazionalista Jordi Pujol; il ministro della Cultura, Jorge Semprun: un ex comunista accanto a un cattolico praticante. Il governo della regione al completo. Qualche esponente della vita intellettuale catalana. Gli amici e i collaboratori del pittore. E solo un membro della famiglia Dalì: la cugina Montserrat, un' anziana distinta ed elegante che da anni non vedeva il cugino, non so se perché lui non voleva o perché glielo impedissero. La bara è entrata nel tempio mentre un coro cantava il Resta con noi signor mio Gesù Cristo di Bach. Davanti a una grossa candela, anche questa disegnata da Dalì, il parroco Costabella, fu lui che dette l' estrema unzione al pittore lo scorso venerdì, ha fatto una breve cerimonia religiosa, tutta in lingua catalana, tranne un piccolo saluto letto in cinque lingue: catalano, spagnolo, francese, inglese e tedesco. La televisione spagnola trasmetteva in diretta. Non è un omaggio, ma l' ultimo saluto a un fratello nella fede. Dalla chiesa un' altra volta gli impiegati del museo hanno trasportato la bara al Museo Dalì, che sorge a meno di cinquanta metri. Circondati dai mossos de esquadra, la polizia regionale catalana, che indossava la divisa di gala, col cappello a tuba e il manto scuro. Sono entrati nella sala centrale del museo dopo esser passati accanto alla Cadillac del 1937, di proprietà del pittore una fuoriserie, identica a quella acquistata dall' Aga Khan e da Clark Gable sopra la quale una scultura di donna sostiene la barca di Gala. La bara è stata collocata sopra il foro costruito proprio nelle ultime ore: e questa urgenza ha riacceso una nuova polemica. Il sindaco di Figueras assicura che il pittore gli manifestò qualche mese fa il suo desiderio di essere sepolto nel museo contrariamente a quanto aveva testimoniato un notaio qualche anno fa e cioè la sua volontà di restare al castello di Pubol, accanto alla amata Gala. Ma non esiste testimonianza scritta di questa ultima volontà. E c' è chi pensa che il sindaco abbia approfittato dell' occasione per aumentare la popolarità della città, con indubbie conseguenze economiche. Davanti alla tomba, un' enorme tela alta più di venti metri, una donna senza testa che fu lo sfondo di uno scenario teatrale da lui dipinto. Alle spalle il quadro Lincoln, un trompe l' oeil, quasi impressionista che guardato con gli occhi semichiusi svela il ritratto del presidente nordamericano. A sinistra i tre pezzi della serie Tauromachia, un originalissimo omaggio a Picasso, sempre dipinto da Dalì. Con la musica del violoncellista del ristorante Maxim' s, una enorme lastra di pietra bianca di Figueras ha chiuso ermeticamente la tomba. Senza una scritta, in mezzo alla sua opera.


Ultima modifica di Freyja91 il Lun Giu 21, 2010 8:02 am, modificato 1 volta
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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Burning_Giraffe il Lun Giu 21, 2010 7:59 am

Shocked Shocked Shocked

parecchio interessanti sti articoli..Li hai scovati negli archivi di Repubblica?

PS. Se possibile, credo anche altri siano d'accordo con me, potresti aumentare la grandezza dei testi citati?
Io sono gia' 'ccecata di mio, se poi m'acceco cosi'...Very Happy

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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Freyja91 il Lun Giu 21, 2010 8:03 am

Sì ho in casa una sorta di archivio in cd che va dall'85 al 2000 Smile
Burning_Giraffe ha scritto:Shocked Shocked Shocked

parecchio interessanti sti articoli..Li hai scovati negli archivi di Repubblica?

PS. Se possibile, credo anche altri siano d'accordo con me, potresti aumentare la grandezza dei testi citati?
Io sono gia' 'ccecata di mio, se poi m'acceco cosi'...Very Happy
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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Burning_Giraffe il Lun Giu 21, 2010 8:05 am

Freyja91 ha scritto:Sì ho in casa una sorta di archivio in cd che va dall'85 al 2000 Smile
Burning_Giraffe ha scritto:Shocked Shocked Shocked

parecchio interessanti sti articoli..Li hai scovati negli archivi di Repubblica?

PS. Se possibile, credo anche altri siano d'accordo con me, potresti aumentare la grandezza dei testi citati?
Io sono gia' 'ccecata di mio, se poi m'acceco cosi'...Very Happy

Wow! E quando hai fatto in tempo ad 'accumularlo'? (grazie x l'ingrandimento scritta XD)

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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Freyja91 il Lun Giu 21, 2010 9:16 am

Burning_Giraffe ha scritto:
Freyja91 ha scritto:Sì ho in casa una sorta di archivio in cd che va dall'85 al 2000 Smile
Burning_Giraffe ha scritto:Shocked Shocked Shocked

parecchio interessanti sti articoli..Li hai scovati negli archivi di Repubblica?

PS. Se possibile, credo anche altri siano d'accordo con me, potresti aumentare la grandezza dei testi citati?
Io sono gia' 'ccecata di mio, se poi m'acceco cosi'...Very Happy

Wow! E quando hai fatto in tempo ad 'accumularlo'? (grazie x l'ingrandimento scritta XD)
Ah non lo so, è qua in casa mia da quando ho un computer xD
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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Burning_Giraffe il Lun Giu 21, 2010 9:20 am

oddio..ma forse ho capito solo ora..Hai un archivio in cd di repubblica..non di articoli riguardanti Dali...giusto?

sto proprio rincoglionita (Luca, si puo'dire?XD)

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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Freyja91 il Lun Giu 21, 2010 9:22 am

Burning_Giraffe ha scritto:oddio..ma forse ho capito solo ora..Hai un archivio in cd di repubblica..non di articoli riguardanti Dali...giusto?

sto proprio rincoglionita (Luca, si puo'dire?XD)

Ahahahah sì giusto xD Sono troppo giovane per aver potuto raccogliere articoli riguardanti Dalì
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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  Burning_Giraffe il Lun Giu 21, 2010 9:43 am

Freyja91 ha scritto:
Burning_Giraffe ha scritto:oddio..ma forse ho capito solo ora..Hai un archivio in cd di repubblica..non di articoli riguardanti Dali...giusto?

sto proprio rincoglionita (Luca, si puo'dire?XD)

Ahahahah sì giusto xD Sono troppo giovane per aver potuto raccogliere articoli riguardanti Dalì


esatto! era questo che non mi quadrava troppo XD

Burning_Giraffe
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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  LucaMenes il Lun Giu 21, 2010 10:16 am

Grazie degli articoli... MOLTO PREZIOSI! Very Happy

Anch'io ne ho un pò in giro per il computer, magari più avanti li inserisco..!
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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

Messaggio  LucaMenes il Mar Giu 22, 2010 6:38 am

Ecco alcuni articoli del quotidiano spagnolo "El Pais":

LA MUERTE DEL GENIO DE PORT LLIGAT

Salvador Dalí tuvo en Figueres un entierro hogareño y multitudinario
Autoridades, celebridades y un gentío curioso siguieron la ceremonia

J. J. NAVARRO ARISA - Figueres - 26/01/1989

Salvador Dalí tuvo ayer tarde en Figueres el entierro que hubiera soñado en una de sus elucubraciones, aunque tal vez él lo hubiera imaginado aún más grandioso; un entierro multitudinario, atendido por autoridades, celebridades y antiguos cortesanos, y al mismo tiempo, vinculado, a los escenarios de su primera infancia hasta el punto de que se rezó un responso por su alma en la misma iglesia en la que fuera bautizado en 1904. Cuatro ujieres del Teatro Museo Dalí, con uniformes diseñados por el fallecido, llevaron el féretro de pino adornado con una cruz hipercúbica que contenía el cuerpo embalsamado de Dalí a lo largo de los 50 metros escasos que separan la capilla de la iglesia de Figueres del sepulcro, bajo la cúpula del museo, donde reposará el difunto.
El entierro de Dalí convirtió Figueres durante la tarde de ayer en una mezcla de fiesta popular y polo de atracción de autoridades catalanas y españolas, así como de celebridades del mundo del arte y personas afines a la larga y compleja biografía daliniana Además del presidente de la Generalitat, Jordi Pujol, y el ministro de Cultura, Jorge Semprún, el alcalde de Figueres, Marià Lorca, y otras autoridades, estaban en la iglesia de Figueres personajes como el ex primer ministro francés Raymond Barre, el director de la Tate Gallery londinense, Alan Bownes, y el escritor francés Louis Pauwels, ataviado con el uniforme de gran gala y el bicornio de la Academia francesa.Otras personas máximamente relacionadas con Dalí asistieron también a su entierro. El matrimonio Reynolds Morse, antiguos amigos de Gala y Dalí y propietarios de la mayor colección de obra originaria del pintor, que se exhibe en St. Petersburg (Florida, EE UU), estaban tan emocionados tras la ceremonia que apenas podían articular palabra y las lágrimas corrían por sus mejillas. Otros allegados dalinianos, como el pintor Antoni Pitxot, delataban también su emoción. Los ex secretarios de Dalí, capitán John Peter Moore y Robert Descharnes, siguieron la ceremonia, al igual que los aboga dos Miguel Doménech, Ramón Guardiola y Emilio Puignau, que han tenido papeles destacados en diferentes fases de la gestión de los asuntos dalinianos.
Los condes turineses Giuseppe y Cristina d'Alboretto, antiguos amigos y mecenas de Dalí instalados desde anteayer en Figueres, se prepararon para el sepelio de una forma que hubiera complacido a Dalí: con una larga y animada velada en el hotel Duran la noche artes del entierro Por su parte, el matemático y autor de la teoría de las catástrofes, René Thom, siguió la ceremonia con absoluta concentración.
La única representante de la familia del pintor que se hallaba en el entierro era. su prima Montserrat, en primera fila junto a las autoridades. Al parecer, fueron las instituciones oficiales las que insistieron en que la prima de Dalí tuviera un lugar preferente en el protocolo. Ayer, según pudo saber este diario, se confirmó que la hermana de Dalí, Ana María, y un grupo de amigos del pintor que habían estado privados del contacto con él durante los últimos años, como el escritor Luis Romero, el pintor Joan Josep Tharrats y el crítico de arte Rafael Santos Torroella, organizarán un funeral por Dalí el próximo lunes a las seis de la tarde en Cadaqués y Port Lligat. Según personas allegadas a Ana María Dalí, este funeral cuenta también con el apoyo del ex secretario del pintor fallecido, Enric Sabater, que se encuentra en Andorra y quizá se desplace para la ceremonia.
El trayecto del féretro de Dalí desde su capilla ardiente en la Torre Galatea hasta la iglesia que se encuentra en frente y de ahí a la cripta instalada bajo la cúpula del Teatro-Museo -frente al enorme trompe l'oeil que representa, según la distancia a que se halle el observador, las imágenes de Gala desnuda y de¡ presidente norteamericano Abraham Lincoln- fue seguido por muchas personas.
Una considerable multitud llenaba la plaza del Teatro-Museo y las angostas calles adyacentes, adornadas con banderas catalanas y crespones negros. Entre el gentío, muchas personas de Figueres, de Cadaqués y de todo el Empordá, al que Dalí dio fama mundial. Como le hubiera gustado al pintor había gentes de todas las edades, generaciones y cataduras.




El museo de Figueres se prepara para convertirse en el panteón de Salvador Dali
Los obreros trabajan en la tumba del pintor sin un proyecto preestablecido


MONTSE CASALS, - Figueres - 23/01/1989
La construcción de la tumba donde será enterrado Salvador Dalí en su museo de Figueres (Gerona) se realiza sin ningún proyecto previo, según informaron ayer fuentes de la fundación que lleva el nombre del pintor. La voluntad de Dalí de ser enterrado en su ciudad natal, y no en Púbol junto a su esposa Gala, como se había previsto inicialmente, obedece, según fuentes próximas al artista, al deseo de éste de evitar que una lectura literal y pragmática de su testamento pueda dejar en un segundo plano a Figueres y, en consecuencia, a su museo. El artista continuaba ayer en estado muy grave.
Una decena de operarios, coordinados por el asesor técnico del museo, Pedro Aldámiz, trabaja en jornadas maratonianas en la construcción de la tumba del pintor, que se ubicará en la sala cubierta por la impresionante cúpula geodésica que domina el edificio, una singular obra de arquitectura convertida hoy en todo un símbolo de la ciudad de Figueres. Dentro de la sala, la sepultura se situará justo debajo de la gigantesca tela que pintó Isidoro Bea siguiendo las órdenes de Dalí. De momento sólo está prevista la colocación de una pieza de mármol, grande y simple, a manera de monumento funerario.Mientras avanzaban los trabajos, que hoy recibirán la preceptiva conformidad sanitaria, Dalí continuaba, en un estado casi agónico, en su lecho de la unidad de cuidados intensivos de la clínica de Figueres, atendido por los médicos y por su más íntimos colaboradores. Tanto Robert Descharnes, como el pintor Antoni Pitxot y el abogado Miguel Domenech lo han abandonado todo estos días para permanecer al lado de su amigo y maestro. Los tres siguen de cerca, con pena, la evolución clínica de Salvador Dalí y participan, "muy a pesar suyo", pero como responsables y miembros de la Fundación Gala-Salvador Dalí, en la organización de los protocolarios e inevitables pasos que deberán seguirse en el momento de la desaparición definitiva de Dalí.
De momento han aceptado la voluntad última del artista, manifestada días atrás a Marià Lorca, alcalde de Figueres, de ser enterrado en su Teatro-Museo de su ciudad natal, en vez de Púbol.
Con el rostro oculto
Robert Descharnes no deja de recordar que Dalí siempre manifestó, hasta fecha muy reciente, su voluntad de ser enterrado en la cripta del castillo de Púbol, "junto a Gala y con el rostro oculto", según consta en acta notarial. Con todo, junto a sus colaboradores, reconoce que la decisión de Dalí es como siempre "daliniana y coherente": la de querer seguir presente con y entre su obra y, además, en este caso, defendiendo por encima de todo el futuro de la Fundación. Otras personas consultadas apuntan que el cambio de ubicación de la sepultura no deja de ser un último gesto generoso realizado por el artista con respecto a su ciudad natal: el querer evitar que una lectura literal y pragmática de su testamento (en el que, se supone, nombra herederos de su obra a la Generalitat de Cataluña y a la Administración central) pueda dejar en muy segundo plano a Figueres y en consecuencia su Teatro-Museo. La presencia post mortem de Dalí puede ser un argumento muy en favor de mantener como puntos de interés tanto el museo como la propia fundación, al tiempo que un respaldo moral para convertir la capital del Empordà en un centro de estudios dalinianos, objetivo esencial que consta en los estatutos de la fundación.La palabra que mejor describe el extraño y largo momento de la agonía de Salvador Dalí, la pronuncia su secretario Robert Descharnes: "Emoción". En su intento por describir el sentimiento que le provoca asistir al final de la vida del gran artista, Descharnes reconoce que la suya no es una "tristeza física", sino un sentimiento como de impotencia ante la vida. "De hecho también es emocionante ver cómo en Dalí, en la vida de Dalí, no hay ruptura. Paradójicamente, tras su muerte, nos daremos cuenta de que todo cuanto parecía caos a su alrededor y en su obra no es más que lógica y consecuencia", dijo Descharnes. "Dalí no deja de ser como Napoleón, a quien quiso parecerse en sus años mozos, según nos cuenta en sus memorias, que cambió radicalmente su forma de actuar en diversas etapas de su vida. Hoy, cuando le juzgamos, tantos años más tarde, aquellos cambios pueden parecemos razonables".



LA MUERTE DEL GENIO DE PORT LLIGAT
La corte del pintor

EL PAÍS 24/01/1989

Los últimos años de Dalí no han estado tan marcados por la novedad de su obra como por la comercialización de la misma. Dos equipos de colaboradores lo han rodeado. Denuncias mútuas de gestión en beneficio propio del patrimonio del pintor o, a partir de 1981, de secuestro forzado del artista han aparecido periódicamente en la Prensa. El primer equipo, Enrique Sabater y John Peter Moore, contó con el cobijo de Gala quien no ponía obstáculos a la venta de obra daliniana. Moore fue secretario de Dalí desde 1960 a 1975, momento en que lo sustituyó Sabater, quien se mantuvo cerca del pintor hasta 1981. Se han denunciado reiteradamente comercializaciónes oscuras de la obra del pintor por parte de ambos, pero no ha habido condena judicial en este sentido. Sabater, originariamente fotógrafo, corno Robert Descharnes, controlaba la sociedad AGAGP, que negociaba con el derecho de reproducción de la obra del artista de Cadaqués. Al entrar Descharnes, el control pasó a SPADEM. Y en 1986 el propio Descharnes constituyó la sociedad Demart, con sede en Ginebra, y que, mediante contrato con Dalí, gestiona todos los derechos de propiedad intelectual del artista. Los tres colaboradores más íntimos de Dalí son, ahora, además de Descharnes, el pintor Antoni Pitxot y el abogado del artista, Miguel Doménech. Los tres son patronos vitalicios de la Fundación Gala-Dalí, no obstante la creación de Demart y la defensa de los derechos de autor de Dalí ha hecho que últimamente Pitxot y Doménech se distanciaran considerablemente de Descharnes



LA MUERTE DEL GENIO DE PORT LLIGAT
Duelo en el museo

MONTSERRAT CASALS - Figueres - 24/01/1989
La lenta agonía del pintor Salvador Dalí Doménech, iniciada tras la muerte de su esposa, Gala, ocurrida en junio de 1982, tocó ayer a su fin. En estos siete años y pocos meses, vividos en su Empordá natal en su castillo de Púbol, primero, y junto a su museo de Figueres, después-, el estado físico del artista, y especialmente el futuro de su obra, ha sido objeto de todo tipo de especulaciones. Cuando mañana sea enterrado en su museo de Figueres, lejos de su esposa Gala, cuyos restos permanecerán en Púbol, se abrirá una nueva etapa, que verá el disfrute público del valioso legado del genio de Port Lligat (Cadaqués) y fijará el verdadero alcance de su ejecutoria artística. Puede ser también la hora del gran negocio para los marchantes del falso Dalí, ese que la ágil mano del propio artista tanto contribuyó a crear.
A casi todos ha sorprendido la decisión, tomada por él o adoptada por otros, de enterrar a Salvador Dalí en su teatro-museo de Figueres. Poco a poco, no obstante, la decisión va pareciendo a todos, más daliniana, es decir, lógica y coherente.
Dalí manifestó siempre, hasta fechas recientes, su deseo de ser enterrado en Púbol, junto a Gala. No se conocía, públicamente, la manifestación de su cambio de parecer. Pero también todos saben que Pábol era "el santuario" de Gala, el santuario de la Gala de Dalí, donde el artista no tenía acceso sino con previo aviso y con el permiso explícito de su extraña esposa. Dalí escogió y diseñó aquel castillo para ella, pero no pude, habitarlo hasta que Gala no lo abandonó para siempre y cuando él estaba ya muy enfermo. Es lógico, pues, que haya decidido dejárselo también para siempre a su exclusiva memoria. A cambio, el Museo Dalí necesitaba todavía un mayor reconocimiento público, una mayor apariencia, o un nuevo gesto aparente de su autor para asegurarse la supervivencia.
El Museo Dalí guarda en sus paredes y en su almacén la colección privada de Salvador Dalí, valorada (por Robert Descharnes) en no menos de 100 millones de dólares, algo que supone el más grande atractivo para los museos públicos de grandes salas vacías que se crean en estos momentos en las grandes capitales del Estado.
El Teatro-Museo de Figueres fue adornado ayer con crespones negros, al igual que muchos balcones de casas de la localidad, como señal de duelo por el artista fallecido.
El Ayuntamiento de Figueres ha puesto a disposición de los numerosos informadores de todo el mundo que se van congregando en la localidad con motivo de la muerte de Dalí y su próximo sepelio dos salones y un circuito cerrado de televisión. La compañía Telefónica está instalando líneas para los medios informativos.


LA MUERTE DEL GENIO DE PORT LLIGAT

Europa, América y Port Lligat

EL PAÍS 24/01/1989
1904, 11 de mayo: Salvador Dalí nace en Figueres (Empordà).1910: pinta su primera obra, un paisaje
1921, septiembre: se matricula en la Academia de Bellas Artes, de Madrid.
1923: es expulsado de la Academia. Mayo: encarcelado 35 días en Figueres.
1925, noviembre: primera exposición individual en Barcelona.
1926, abril: primer viaje a París. Visita a Picasso y el Museo del Louvre. Diciembre: presenta La cesta del pan en Barcelona.
1927, 1 de febrero: se incorpora al servicio militar. Empieza su primer cuadro daliniano: Cenicitas. Junio: estreno de Mariana Pineda, de García Lorca, con decorados y vestuario de Dalí, en el teatro Goya de Barcelona.
1928, marzo: con Sebastiá Gasch y Lluís Muntanyá publica el Manifest anti-artític Groc. Julio: publica su Sant Sébastiá.
1929, abril: rodaje de Un chien andalou en París, donde conoce a Gala Diakonova, entonces esposa de Paul Eluard al que abandonará para quedarse con el pintor.
1930, julio: publica el poema manifiesto El asno podrido. Rompe con la familia y, con Gala, compran la casa de Port Lligat (Cadaqués).
1932, enero: presenta La persistencia de la memoria en la primera retrospectiva surrealista de Nueva York.
1933, abril: publica La interpretación paranoico-crítica de la imagen obsesionante del Angelus de Millet. Noviembre: primera exposición individual en Nueva York.
1934, febrero: expone El enigma de Guillermo Tell.
1935: primeros estudios para Premonición de la Guerra Civil.
1936: empieza la Guerra Civil y abandona España junto a Gala.
1938, julio: visita a Sigmund Freud en Londres.
1939, julio: publica su Declaración de la independencia de la imaginación y los derechos del hombre a su propia locura.
1940, agosto: con Gala se instalan en los EEUU, donde permanecerán hasta 1948.
1942, publica La vida secreta de Salvador Dalí.
1944, abril: publica la novela Rostros ocultos.
1945, agosto: trabaja con Hitchcock en Spellbound.
1948, julio: Salvador y Gala vuelven a Europa.
1949, noviembre: presenta al Papa Pío XII la Madonna de Port Lligat.
1951: publica su Manifiesto místico.
1956, Junio: visita al general Franco.
1964: publica Diario de un genio.
1967: presenta La pesca del atún.
1979: primera retrospectiva en París.
1980, julio: retorno definitivo a España.
1982, junio: muerte de Gala.
1984: Dalí sufre quemaduras en incendio de Púbol.
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VARESE NEWS

Messaggio  LucaMenes il Mar Feb 01, 2011 2:12 am

Arte - I varesini Franco Aresi e Franco Garbin erano gli unici fotografi italiani presenti a Figueras nel giorno del funerale del maestro. Un reportage inedito pubblicato per la prima volta da VareseNews


Quel giorno che il mondo salutò Dalì


Il 23 gennaio del 1989 Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí Domènech, marchese di Púbol, moriva stroncato da un infarto. Il mondo dell’arte perdeva un maestro e la piccola cittadina di Figueras perdeva colui che l'aveva resa celebre al mondo. Stravagante, geniale, bizzarro, amatissimo o detestato, fu protagonista nella vita così come nella morte. Il giorno del funerale tutta Figueras visse commossa l’ultimo saluto all’artista e telecamere e obbiettivi di tutto il mondo seguirono l’evento. Tra essi gli unici fotografi italiani erano Franco Aresi di Varese e Franco Garbin di Gallarate, capitati lì un po’ per caso nella storia.

Come mai eravate a Figueras?
Franco Garbin. Ero a Barcellona per un servizio di moda quando ho saputo della morte di Dalì. Figueras non è molto distante e ho deciso, nella giornata libera, di andare a vedere cosa succedeva, nel mentre avevo sentito Franco Aresi che si trovava in Camargue.

Cosa vi ricordate di quella giornata?
Franco Aresi. C’era moltissima gente, sembrava che tutto il paese fosse uscito per rendere omaggio al maestro. La sensazione che si respirava era di grandissima partecipazione, non solo facce tristi ma c’era chi piangeva e si disperava. Il sentimento era spontaneo.

Le vostre foto sono inedite?
F.A. In effetti nessun giornale le ha mai pubblicate. Per motivi di lavoro in effetti siamo rientrati in Italia dopo alcuni giorni e i giornali italiani avevano acquistato i servizi dalle agenzie straniere. I tempi erano diversi, non esistevano gli internet point dove poter spedire le foto ed esisteva ancora la pellicola e non il digitale.

Come si è svolta la cerimonia?
F. G. Il feretro ha attraversato tutto il paese tra due alidi folla, ha raggiunto la Basilica dove si è svolta la cerimonia funebre poi il corteo ha scorato la bara fino alla sua casa Museo dove Dalì aveva espresso la volontà di essere tumulato. L’atmosfera era molto surreale con le Guardie vestite con abiti disegnati dall’artista, le autorità con divise tipiche catalani e gente comune molto stravagante.

In questo caso la fortuna ha giocato un ruolo importante.
F.A. Nella fotografia la fortuna ha una buona fetta di importanza. Per essere nel posto giusto al momento giusto non serve solo spirito di iniziativa ma ovviamente anche fortuna.

Che rapporto c’è tra la fotografia e il tempo?
F.A. Bisogna innanzitutto definire cosa è la fotografia, e distinguerla dall’immagine. Per me la fotografia è quell’attimo in cui si riesce a fermare un momento senza grandi manipolazioni. L’immagine invece è il risultato finale di una elaborazione, dove si perde il sapore della storia. Per questo non ritocco mai le fotografie.
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Re: Articoli di quotidiani riguardanti la morte di Dalì

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