Mostra Dalý a Otranto

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Mostra Dalý a Otranto

Messaggio  chiara taccone il Ven Mar 25, 2011 10:31 pm

http://www.fulltravel.it/Proposte-di-Viaggio/Mostra-Il-genio-di-Salvador-Dali-a-Otranto/76/6-2797-1.html

questo Ŕ il link dove ho scoperto questo evento di cui personalemente non ero ancora a conoscenza,si tratta di una mostra del Maestro a Otranto,il link presenta informazioni su periodo,orari e giorni in cui Ŕ possibile visitare la mostra e costo del biglietto,ciao ciao Smile
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chiara taccone
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Re: Mostra Dalý a Otranto

Messaggio  Turtle il Mar Apr 05, 2011 2:59 pm

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www.daliotranto.it

Otranto, c'Ŕ il maestro del Surrealismo

Salvator Dalý in mostra al castello Dal 28 maggio la grande mostra dedicata allĺopera grafica e alle sculture del geniale artista spagnolo.
La curatrice Alice Devecchi: ôRacconteremo lĺaltra faccia di un genio del ĺ900 attraverso quattro serie di incisioniödi ANTONIO DI GIACOMO


Il castello dell'arte. Dopo le mostre di Joan Mir˛ e Pablo Picasso, ospitate negli ultimi due anni e visitate da circa 90mila persone, le sale del castello aragonese di Otranto si apprestano a ospitare, dal 28 maggio al 25 settembre, l'esposizione Il genio di Salvador Dalý. Una terza tappa, dunque, per la nuova vita sotto il segno dell'arte del castello di Otranto, divenuto oggi un contenitore culturale gestito dalla societÓ Sistema Museo di Perugia e dall'agenzia di comunicazione Orione di Maglie. Ad attendere i visitatori, stavolta, un percorso attraverso l'opera grafica del maestro surrealista - scandito da 54 incisioni originali - con uno sconfinamento nella plasticitÓ visionaria della scultura secondo Dalý, in esposizione sei opere in bronzo fra le quali il maestoso Elefante cosmico.
Ma cosa si nasconde dietro un titolo generalista come Il genio di Salvador Dalý? Quale immagine, nella pluralitÓ dei percorsi possibili nella vasta produzione daliniana, verrÓ restituita di quest'artista? Ad anticiparlo Ŕ Alice Devecchi, la curatrice della mostra al castello di Otranto. "╚ proprio la pluralitÓ di percorsi, in realtÓ - spiega - a caratterizzare l'esposizione. Ci saranno, infatti, quattro diverse serie di incisioni, per altrettanti testi letterari, che Dalý affronta in maniera totalmente diversa, adattandosi per un verso alla cifra stilistica di ciascuna opera e, allo stesso tempo, alla diversitÓ d'epoca in cui sono nati questi testi. In tale scenario, e non per caso, il protagonista assoluto sarÓ il Castello di Otranto" Ovvero una serie di 13 acqueforti che Salvador Dali realizz˛ per illustrare l'omonimo romanzo di Horace Walpole.
"Sono stranamente in bianco e nero che, in genere - sottolinea la curatrice - il maestro non utilizzava. Una scelta forse dettata dalla necessitÓ di contestualizzare in maniera decisa la stessa epoca della narrazione della vicenda immaginata da Walpole. E qui, elemento ricorrente nel Surrealismo, domina l'alterazione delle proporzioni fra gli oggetti, usata da Dalý per illustrare un testo che usa lo stesso meccanismo, visto che il pretesto della trama nel romanzo scaturisce dall'arrivo di un gigantesco elmo nel castello".
E le altre incisioni? "Rappresentano una diversitÓ in divenire: un Dalý abbastanza inedito e irriconoscibile soprattutto nelle 10 puntesecche colorate della serie dedicata alle Fiabe giapponesi, segnate da un evidente diverso uso dell'immagine. E se per le dieci incisioni in nero e oro per Les amours jaunes (Gli amori gialli) di Tristan CorbiŔre Ŕ, in primo luogo, la scelta proprio di quest'opera a destare curiositÓ, la serie pi¨ copiosa, 21 incisioni a puntasecca, nonchÚ immediatamente associabile a Dalý e al suo fare arte, Ŕ quella sul Tristano e Isotta. A corredare questi quattro possibili percorsi nell'immaginario daliniano alcune sculture che, alla fine, rendono tridimensionali, materializzano in qualche modo, i personaggi delle storie raccontate a sua volta dallo stesso maestro".
Quale artista emerge, insomma, dalla mostra? "Un Dalý sicuramente multiforme, sfuggente e difficilmente etichettabile. Direi che lo sforzo di illustrare un testo scritto da qualcun altro piega il maestro quasi a un'adesione all'opera stessa. Col risultato che, rispetto alle stravaganze e alle divagazioni delle sue opere pi¨ conosciute, il pretesto narrativo rende la sua arte pi¨ immediata e intellegibile". Una produzione minore, in qualche misura, allora? "Per tutti gli artisti l'incisione - conclude Devecchi - Ŕ collaterale all'attivitÓ pittorica, tuttavia l'occasione di scoprire l'opera grafica di un artista rende possibile l'incontro con la sua anima meno commerciale, ancora di pi¨ nel caso di Dalý, del quale a Otranto si potrÓ conoscere una forma d'espressione "minore" ma pi¨ autentica, pur essendo legata alla serialitÓ della riproduzione". La mostra sarÓ aperta, per l'intero periodo della sua durata, tutti i giorni. [i]
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