La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

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La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

Messaggio  Freyja91 il Gio Giu 17, 2010 9:23 pm

{scusate se metto sempre l'accento sulla "i" sbagliato, ma è troppo sbattone andare a prenderlo da qualche parte, mentre sulla tastiera italiana c'è solo "ì" xD}
Ho letto "La mia vita segreta" per documentarmi un po' in vista della mia tesina; mi è piaciuto da morire, anche se viene interrotto presto, nel 1941. Vi riporto alcuni passi che copiai nelle mie "note" su Facebook quando cominciai a leggerlo:

Epilogo
"Sin dal 1929 ho instancabilmente studiato le scoperte delle scienze, che caratterizzano il nostro tempo. Se anche non ho potuto esplorare tutti gli anfratti di così mostruose specializzazioni, ne ho compreso tuttavia perfettamente il significato. Una cosa è certa: nulla, assolutamente nulla, nelle scoperte filosofiche, estetiche, morfologiche, biologiche, morali del nostro tempo nega la religione. Al contrario, il tempio consacrato alle 'scienze specifiche' spalanca tutte le sue finestre per accogliere il cielo.
E, attraverso la densità della carne confusa e demoniaca, attraverso la mia esistenza intera, questo solo ho cercato: il cielo! Chi non lo ha ancora capito è un sventurato! Quando, per la prima volta, vidi un'ascella di donna depilata, anelavo al cielo. Quando, con la gruccia, frugai la putrefatta, verminosa massa del mio riccio morto, anelavo al cielo. E quando, dall'alto del Muli de la torre, guardavo nel nero abisso, cercavo ancora il cielo!
Gala, sei tu reale?
E cos'è il cielo? Dove trovarlo? 'Il cielo non si trova né sopra, né sotto, né a destra, né a sinistra, ma esattamente nel centro del petto di chi ha fede'.
In questo momento non ho ancora fede, e temo di dover morire senza cielo"
La donna elegante secondo Dalì
"[...] Mi bastò un'occhiata per capire che la ballerina non mi offriva alcuna possibilità e che dovevo senz'altro escluderla dal Parsifal: era troppo bella, terribilmente, spiacevolmente sana e priva in modo assoluto di eleganza.
Non ho mai incontrato, in vita mia, una donna che fosse contemporaneamente bellissima ed elegantissima: sono con ogni evidenza due qualità che si elidono a vicenda. La donna elegante deve armonizzare una moderata bruttezza a una bellezza ancor più moderata, evidente, sì, ma tale da non oltrepassare mai precisi limiti. La donna elegante deve esser priva di ogni splendore duraturo e persistente come uno squillo di tromba, almeno per quanto riguarda il volto. Perché la donna elegante deve portare sul viso le stimmate esattamente proporzionate, della bruttezza, della stanchezza, dello squilibrio (che, aureolato di elegantissima arroganza, assumerà il carattere, sconcertante e attraente, del cinismo carnale). Per contro, le mani, le braccia, i piedi, le ascelle saranno di una bellezza eccessiva e abbagliante. I seni non hanno importanza alcuna, nella donna elegante. Non contano. Se sono perfetti, tanto meglio. Se sono disastrosi, tanto peggio. Per quanto riguarda il resto del corpo, un solo particolare è importantissimo: la conformazione delle anche deve esser tale da far sporgere, irrevocabili e aggressive, le ossa, Ossa puntute, sotto qualsiasi abito, sempre presenti, indimenticabili.
pensate forse che la linea delle spalle sia importante? Niente affatto. Ammetto ogni possibile disarmonia, e mi rallegro di venirne sconcertato. L'espressione degli occhi, questa sì, è essenziale. Intelligente, intelligentissima, o almeno che lo sembri. Non si può concepire una donna elegante con occhi bovini. Per contro, la bellissima abbia sguardo idiota. La Venere di Milo è una dimostrazione perfetta della mia teoria.
La bocca ha da essere, di preferenza, sgradevole e antipatica. Ma all'improvviso, e quasi per miracolo, quasi per un'estasi segreta, per un prezioso e raro impulso spirituale, si socchiuda in un'espressione angelica, tale da rendervela irriconoscibile.
Il naso... le donne eleganti non devono aver naso! I capelli siano sanissimi: la sola concessione della donna elegante alla salute.
Infine, la donna elegante sia totalmente tiranneggiata dalla sua eleganza - dai suoi abiti, dai suoi gioielli -, unica e sola raison d'être, giustificazione del suo sfinimento, del continuo sperpero che farà di se stessa.
Per tutte queste ragioni la donna elegante è implacabile nelle sue passioni sentimentali, ma quasi indifferente in quelle amorose."
New York
"Giungemmo a New York, e mentre si sbrigavano le ultime formalità mi fu comunicato che i giornalisti desideravano parlarmi. Corsi in cabina e, armato del mio pane, mi presentai loro.
E qui mi accadde qualcosa di inaudito. Mi trovai nella situazione di Diogene, se mai gli fosse capitato di uscirsene a passeggio interamente nudo, e nessuno gli avesse chiesto spiegazioni. Non un solo giornalista mostrò il minimo interesse per il pane che durante il nostro colloquio io tenni vistosamente in mano, o appoggiai al suolo, come un bastone qualunque. D'altra parte, mi conoscevano benissimo, me le la mia vita intera. Mi chiesero se fosse vero che avevo dipinto mia moglie con due bistecche fritte sulle spalle. Risposi che era vero, ma che erano crude, non cotte. Perché crude? Perché anche mia moglie è cruda. E perché le bistecche insieme a sua moglie? Perché mia moglie mi piace e le bistecche pure, e non c'è ragione di non dipingerle insieme."
Il gufo
"Fu allora che cominciai ad aver scoppi di risa isterici.
Ridevo tanto, da solo, in camera mia, da dovermi buttare sul letto, esausto. Ridevo tanto da soffrirne con violenza estrema. E di che ridevo? Di tutto, o quasi. Ad esempio, immaginavo tre pretini in fila che correvano disperatamente lungo una passerella. L'ultimo era il più piccino, e proprio mentre stava per lasciare la passerella, gli vibravo un colpetto sul sedere. Lui si fermava come un topo in trappola, poi tornava indietro e, sempre correndo, percorreva la passerella a ritroso, allontanandosi così dagli altri due pretini. Il suo terrore mi procurava una ilarità irresistibile.
Un altro esempio, tra mille: immaginavo uno qualsiasi fra i miei conoscenti con un piccolo gufo sulla testa. A sua volta il gufo aveva sulla testa un escremento, un mio escremento. L'efficacia del piccolo gufo non era però costante e dipendeva dalla persona che lo portava sul capo: dovevo cercare lungamente l'espressione di un volto che si addicesse al mio gufo. Quando ci riuscivo, esplodevo in così spasmodiche risate che i miei familiari, anche in stanze lontane dalla mia, si spaventavano: 'Che succede?'. 'E' il ragazzo che nuovamente ride!'.
[...]
Facendo un passo indietro, dirò che riconobbi subito in Eluard un poeta della categoria di Lorca, vale a dire un poeta autentico e grandissimo. Aspettavo con impazienza di sentirgli lodare il paesaggio di Cadaqués, ma lui 'non lo vedeva ancora'. Allora provai a sistemargli un piccolo gufo sulla testa: non risi. Lo collocai sulla testa di Lorca: non risi. La virtù particolare del mio gufo sembrava scomparsa e invano lo misi su teste che abitualmente producevano le più efficaci combinazioni. Finalmente situai il gufo sul marciapiede con la testa all'ingiù, saldata al cemento dalle mie stesse feci. L'effetto fu talmente irresistibile che dovetti buttarmi in terra rantolando, prima di riprendere la passeggiata con gli Eluard."
Dalì a scuola
"L'anno dopo mi presentai all'esame di storia dell'arte. Ero ansioso di mostrarmi brillantissimo e avevo studiato indefessamente. Salii sulla piattaforma dove sedeva la commissione e il soggetto della mia esposizione orale fu estratto a sorte. Ebbi una fortuna inaudita: era esattamente il soggetto che avrei preferito trattare. Ma improvvisamente un'invincibile indolenza mi sopraffece, e quasi senza esitare, tra lo stupore dei professori e di tutti gli astanti, mi alzai e dissi testualmente: 'Chiedo scusa, ma io sono infinitamente più intelligente di questi tre esaminatori e rifiuto dunque di venir giudicato da loro. Conosco l'argomento troppo bene'.
Di conseguenza venni citato davanti al consiglio di disciplina ed espulso dalla scuola. Così finì la mia carriera scolastica."
Gala
"Un unico essere ha raggiunto un piano di vita paragonabile alle serene perfezioni del Rinascimento, e quest'essere è precisamente Gala, la moglie che per un autentico miracolo ho potuto scegliere. Gala è composta dalle divine attitudini, dalle espressioni tipo-nona-sinfonia che, traducendo i contorni architettonici di un animo perfetto, si cristallizzano nelle linee della carne, nella superficie della pelle, nelle spume marine di gerarchie privatissime e rigorose, schiarite da un delicatissimo alitare di sentimenti, e si induriscono, si organizzano, si fanno architetture umane. Così io posso dire che Gala, seduta, somiglia perfettamente al tempietto di Bramante presso la chiesa di San Pietro in Montorio, a Roma, perché ha la stessa grazia. E non diversamente da Stendhal in Vaticano anch'io posso misurare rigorosamente le fragili colonne del suo orgoglio, le tenere e saldissime balconate della sua infanzia, la divina scala del suo sorriso. E spiandola con la coda dell'occhio durante le lunghe ore che trascorro inchiodato davanti al cavalletto, ripeto a me stesso che Gala è tanto ben dipinta quanto un Raffaello o un Vermeer. Gli altri esseri che mi circondano hanno invece l'aria di abbozzi abbandonati e malissimo dipinti. Detto ancor meglio, somigliano alle luride caricature che nei caffè vengono tracciate in fretta, per pochi soldi, da individui il cui stomaco rugge di fame."
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Re: La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

Messaggio  Dalinha il Lun Set 20, 2010 9:00 pm

Dalì a scuola
L'anno dopo mi presentai all'esame di storia dell'arte. Ero ansioso di mostrarmi brillantissimo e avevo studiato indefessamente. Salii sulla piattaforma dove sedeva la commissione e il soggetto della mia esposizione orale fu estratto a sorte. Ebbi una fortuna inaudita: era esattamente il soggetto che avrei preferito trattare. Ma improvvisamente un'invincibile indolenza mi sopraffece, e quasi senza esitare, tra lo stupore dei professori e di tutti gli astanti, mi alzai e dissi testualmente: 'Chiedo scusa, ma io sono infinitamente più intelligente di questi tre esaminatori e rifiuto dunque di venir giudicato da loro. Conosco l'argomento troppo bene'.
Di conseguenza venni citato davanti al consiglio di disciplina ed espulso dalla scuola. Così finì la mia carriera scolastica.

Ciao Freyja,
E' troppo se ti chiedo di riportare anche il pezzettino in cui Dalì,discutendo con un professore,asserisce che la pittura è una disciplina superiore alla musica?
Se non ricordo male dovrebbe essere proprio nelle pagine da cui hai estrapolato questo pezzo,o comunque è sicuro che si trova nel periodo dell'Accademia.

Mannaggia io ce l'avevo questo libro,poi lo prestai ad un signore che mi commissionò un lavoro,e non me l'ha più ridato..maledetto Crying or Very sad
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Re: La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

Messaggio  chiara taccone il Lun Set 20, 2010 10:22 pm

Non è esattamente quello che cercavi ma mi hai fatto tornare in mente questo video che io trovo davvero interessante a tel proposito,qui Dalì descrive la musica come 'arte limitata',così se ti interessa potrai visionarlo con calma Wink
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Re: La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

Messaggio  Freyja91 il Mar Set 21, 2010 10:21 am

Dalinha ha scritto:
Dalì a scuola
L'anno dopo mi presentai all'esame di storia dell'arte. Ero ansioso di mostrarmi brillantissimo e avevo studiato indefessamente. Salii sulla piattaforma dove sedeva la commissione e il soggetto della mia esposizione orale fu estratto a sorte. Ebbi una fortuna inaudita: era esattamente il soggetto che avrei preferito trattare. Ma improvvisamente un'invincibile indolenza mi sopraffece, e quasi senza esitare, tra lo stupore dei professori e di tutti gli astanti, mi alzai e dissi testualmente: 'Chiedo scusa, ma io sono infinitamente più intelligente di questi tre esaminatori e rifiuto dunque di venir giudicato da loro. Conosco l'argomento troppo bene'.
Di conseguenza venni citato davanti al consiglio di disciplina ed espulso dalla scuola. Così finì la mia carriera scolastica.

Ciao Freyja,
E' troppo se ti chiedo di riportare anche il pezzettino in cui Dalì,discutendo con un professore,asserisce che la pittura è una disciplina superiore alla musica?
Se non ricordo male dovrebbe essere proprio nelle pagine da cui hai estrapolato questo pezzo,o comunque è sicuro che si trova nel periodo dell'Accademia.

Mannaggia io ce l'avevo questo libro,poi lo prestai ad un signore che mi commissionò un lavoro,e non me l'ha più ridato..maledetto Crying or Very sad
Purtroppo l'avevo preso in biblioteca per fare la tesina per l'esame di maturità, quindi ora non ce l'ho più Sad e in giro per librerie non l'ho ancora trovato, farò che comprarlo da internet T_T
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Re: La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

Messaggio  Dalinha il Mar Set 21, 2010 11:06 am

chiara taccone ha scritto:Non è esattamente quello che cercavi ma mi hai fatto tornare in mente questo video che io trovo davvero interessante a tel proposito,qui Dalì descrive la musica come 'arte limitata',così se ti interessa potrai visionarlo con calma Wink

Ma hai allegato il link? io non vedo nulla :\
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Re: La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

Messaggio  Dalinha il Mar Set 21, 2010 11:09 am

Freyja91 ha scritto:
Dalinha ha scritto:
Dalì a scuola
L'anno dopo mi presentai all'esame di storia dell'arte. Ero ansioso di mostrarmi brillantissimo e avevo studiato indefessamente. Salii sulla piattaforma dove sedeva la commissione e il soggetto della mia esposizione orale fu estratto a sorte. Ebbi una fortuna inaudita: era esattamente il soggetto che avrei preferito trattare. Ma improvvisamente un'invincibile indolenza mi sopraffece, e quasi senza esitare, tra lo stupore dei professori e di tutti gli astanti, mi alzai e dissi testualmente: 'Chiedo scusa, ma io sono infinitamente più intelligente di questi tre esaminatori e rifiuto dunque di venir giudicato da loro. Conosco l'argomento troppo bene'.
Di conseguenza venni citato davanti al consiglio di disciplina ed espulso dalla scuola. Così finì la mia carriera scolastica.

Ciao Freyja,
E' troppo se ti chiedo di riportare anche il pezzettino in cui Dalì,discutendo con un professore,asserisce che la pittura è una disciplina superiore alla musica?
Se non ricordo male dovrebbe essere proprio nelle pagine da cui hai estrapolato questo pezzo,o comunque è sicuro che si trova nel periodo dell'Accademia.

Mannaggia io ce l'avevo questo libro,poi lo prestai ad un signore che mi commissionò un lavoro,e non me l'ha più ridato..maledetto Crying or Very sad
Purtroppo l'avevo preso in biblioteca per fare la tesina per l'esame di maturità, quindi ora non ce l'ho più Sad e in giro per librerie non l'ho ancora trovato, farò che comprarlo da internet T_T

Ok fa nulla,vuol dire che smuoverò l'intero corpo di Scotland Yard per trovare quel maledetto! Wink
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Re: La Mia Vita Segreta - Salvador Dalì

Messaggio  potris il Mar Set 21, 2010 11:18 am

c'è sia su IBS che su ebay ma più o meno allo stesso prezzo. comunque fai un giro per le librerie online perché si trovano buoni prezzi. o al limite la feltrinelli dovrebbe comunque poterli ordinare, questi della Abscondita
:-)
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